Conclusione

Oggi abbiamo fatto i turisti vagando per le vie di Santiago, fino a quando il tempo ce lo ha permesso; infatti anche oggi ha cominciato a piovere e piove tuttora. Abbiamo visitato la cattedrale ed il centro storico e ci siamo concessi un ottimo pranzetto.

Riassunto: 33 giorni totali dei quali 30 di cammino e 3 di riposo forzato causa infortunio. Km. effettivi percorsi 704 per una media di 23,6  km/giorno con zaino di oltre 9 kg. e in gran parte in condizioni meteo avverse. Sul certificato di distanza sono erroneamente riportati 773 km. cosa che abbiamo invano fatto presente all’ addetto che ci ha rilasciato il documento, il quale si attiene a quanto riportato sulla credenziale.

Ringraziamo quanti ci hanno seguito e sostenuto durante il cammino, in particolare Marco Rech sempre prodigo di consigli e sostegno morale.

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31 Tappa : Santa Irene – Santiago de Compostela di km. 23,5

Todo se comple! Tutto si completa.

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Stamattina partenza alle 7:50, il cielo è nuvoloso ma si sta aprendo; affrontiamo  subito una ripida discesa fra gli eucalipti. Dopo 3 km attraversiamo Pedrouzo e dopo altri 4 ci fermiamo a Cimadevila per riposare qualche minuto. Purtroppo anche oggi inizia a piovere a dirotto. Il percorso è sempre vallonato con ripide ascese e discese. Passiamo davanti agli studi televisivi della Galizia e arriviamo al monte do Gozo, da lì poi si scende fino alla periferia di Santiago e ci sembra di essere arrivati ma non è così: per raggiungere la cattedrale ci è voluta quasi un ora, alle 13:30 finalmente arriviamo. Ancora un ora di fila per ricevere la Compostela e la fatica è terminata.

Torniamo a casa con un po’ di rammarico per non aver proseguito il cammino fino a Finisterre, ma non ci sono le condizioni meteo in primis e psicofisiche da parte di Paola per proseguire. Domani visiteremo la città senza fretta e martedì si torna a casa.

Gozo

30 Tappa: Boente – Santa Irene di km. 24,5

Partiamo alle 7:00  a  – 46,7 km. per Santiago. Il tempo volge al bello: subito affrontiamo una ripida discesa di circa 1 km e un’altrettanto ripida salita un po’ più lunga. Dopo 8 km di sali scendi arriviamo ad Arzua, breve sosta e di riparte; dopo qualche chilometro troviamo Rolando con il suo asino Ronzinante: è un eremita che vive nel bosco e timbra le credenziali dei pellegrini a fronte di un offerta. Poco dopo riceviamo la nostra razione quotidiana di pioggia, continuiamo il cammino attraverso boschi e campi, sempre accompagnati da una leggera ma fastidiosa pioggerella. Arriviamo all’albergue Santa Irene, dove pernotteremo, che è una struttura vecchia ma tenuta molto bene e gestito in maniera impeccabile dall’hospitalera.

29 Tappa: Palas de Rei – Boente di km. 20,5

Partiamo alle 8:00, dopo aver fatto colazione, non piove e per mezz’ora esce anche il sole, da tanto non si vedeva! Il percorso si snoda tra eucalpti e querce in un continuo sali scendi ma senza difficoltà altimetriche. Passiamo davanti a numerose aziende agricole con il loro bestiame al pascolo. Dopo 8 km attraversiamo Campanilla con il solito strano cimitero con le tombe all’esterno ed un grande cesto che serviva per conservare il granoturco. Arriviamo quindi a Melide, importante centro commerciale dopo 14 km. e quindi a Boente dopo aver attraversato ancora numerosi boschi e pascoli. Nota positiva: oggi non è piovuto, almeno durante il cammino, perché dopo che siamo arrivati si è scatenato un forte acquazzone.

28 Tappa : Portomarin – Palas de Rei di km. 25

Partiamo alle 7:00 sotto un cielo carico di nubi ma non piove; all’uscita della città ci attende una ripida salita di circa 1 km., poi il sentiero diventa pianeggiante fra prati e pini per 5 km. Ci fermiamo per una breve sosta e incontriamo i pellegrini gitanti, anche connazionali, con il bus che li segue con i bagagli e gli zaini. Alle 9:30 comincia a piovere: indossiamo velocemente le mantelle e ci rimettiamo in cammino. Ritroviamo dopo cinque giorni il carro trainato dal pony che avevamo visto nella 23 tappa. Attraversando un piccolo borgo abbiamo notato una chiesetta con annesso cimitero e, cosa strana, le tombe sono collocate sia all’interno che all’ esterno, del muro perimetrale.

 

Per il resto c’è poco da dire se non che anche oggi abbiamo avuto la nostra razione quotidiana di pioggia , vento e fango. Arriviamo a Palas de Rei alle 14:00. Paola ha sopportato bene la distanza e sta rapidamente migliorando. Oggi siamo a – 67 km. da Santiago.

27 Tappa : Sarria – Portomarin di km. 23

Partenza alle ore  7:30, il cielo è minaccioso ma non piove. All’uscita di Sarria troviamo il bel convento della Magdalena dove ci viene apposto il timbro sulla credenziale. Proseguiamo su un sentiero vallonato ma ben tenuto fino a Barbadelo dove,  aih noi, comincia a piovere. Anche oggi lo scenario non si discosta molto da quello di ieri, vale a dire attraversamento di paesi fatiscenti dove non si vede anima viva eccetto cani che vagano liberi senza peraltro infastidire i pellegrini. Anche oggi il fango l’ha fatta da padrone e ci ha reso il cammino non poco difficoltoso. Verso le dodici ha smesso di piovere mentre noi arrivavamo a – 100 km. da Santiago. All’improvviso si sono riversati sul cammino i pellegrini gitanti: percorrono infatti gli ultimi 100 km scortati da accompagnatori che, come cani da pastore, li tengono uniti e li fanno salire sui pullman per portarli negli hotel, fanno un chiasso infernale. Ormai nelle ultime tappe dovremo convivere con loro. Gli ultimi 4 km li percorriamo sotto una pioggia sottile e fastidiosa fino a Portomarin dove arriviamo alle 14:30.

 

26 Tappa : Triacastela – Sarria di km. 18,3

Partenza alle 7:30 come di consueto sotto una fitta pioggia. All’uscita del paese ci sono 2 possibilità: noi scegliamo la più breve; dopo qualche centinaio di metri la strada, prima sterrata, poi asfaltata si inerpica con pendenze di tutto rispetto fino a S. Xil che raggiungiamo dopo 3 km. La salita prosegue per altri 2 km. fino all’Alto de Riocabo mt. 900 slm. Potrebbero anche essere bei posti, immersi nella natura incontaminata, ma oggi non si vedeva proprio nulla se non nebbia e pioggia. Dopo una ripida discesa giungiamo a Montan, con la sua chiesetta ed il suo strano cimitero che sembra un armadio, davanti alla porta c’è qualcuno che dorme. Dopo altri 3 km raggiungiamo Furela, dove ci concediamo la prima ed unica sosta. Da li, percorrendo un ripido sentiero che era un trionfo di melma e fango,  attraversiamo un agglomerato di case di nome Pintin e giungiamo a Sarria dove per oggi finisce la nostra fatica.