Ventiquattresima tappa: Foncebadon – Ponferrada di km. 28

Partiamo alle 7,30 avvolti da una fitta nebbia, dopo 2 km. arriviamo alla Cruz de Hierro, che altro non è che un lungo palo con una croce di ferro ma comunque uno dei luoghi più significativi del cammino. Procediamo quindi in discesa e passando vicino al “rifugio’ dell’ ultimo templare, come si definisce lo strano personaggio che vi abita, per poi risalire fino ai 1506 mt. quota più alta di tutto il cammino che Sandro indica incrociando i bastoncini. Da lì inizia una brutta discesa che mette a dura prova le nostre ginocchia e non solo. Giungiamo verso le 10,30 a El Acebo, bellissimo paesino perfettamente mantenuto dove consumiamo un ottimo, forse il miglior boccadillo trovato finora. La brutta discesa prosegue per altri 8 km. fino a Molinaseca, dove abbiamo pranzato. Completiamo quindi la tappa coprendo gli ultimi 8 km. che ci sembrano molto di più ed arriviamo stremati all’albergue. Il tempo ci ha graziati, oggi nemmeno una goccia di pioggia.

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Ventitreesima tappa: Astorga – Foncebadon di km. 26,7

Partiamo alle 7 con una leggera pioggia che ci induce ad indossare le fastidiose mantelle. Dopo 3 km. passiamo alla Ermita del Ecce Homo per apporre il timbro sulla credenziale ma non c’era anima viva, proseguiamo e attraversiamo Murias de Rechivaldo e anche lì tutto deserto. Finalmente, a Santa Catalina de Somoza, dopo 10 km. troviamo un bar aperto. Intanto la strada sale continuamente in modo appena percettibile, attraversiamo El Ganso, o ciò che ne resta, lì avevamo pernottato con Paola nel 2018, avanziamo sempre in leggera salita fino a Rabanal del Camino a quota 1153, dove finalmente mangiamo un boccadillo e riposiamo 25 minuti. Nel frattempo ha smesso di piovere e ci possiamo liberare delle mantelle. Da Rabanal a Foncebadon ci sono c.ca 7 km. le pendenze diventano più impegnative ma il paesaggio che attraversiamo e il panorama che ammiriamo ci ripagano della fatica. Arriviamo a Foncebadon quota 1430 verso le 14 decisamente stanchi.

Ventiduesima tappa: San Martin del Camino – Astorga di km. 24,4

Partiamo alle 7,10 dopo aver fatto colazione servita dalla simpatica Hospitalera Amelia. Subito costeggiamo la trafficata statale N 120 per 7 km fino a Hospital de Orbigo , ridente cittadina dove si arriva attraversando il magnifico ponte detto “Honroso”. Dopo 5 km. attraversato Villares, la strada comincia a salire anche se dolcemente e i campi di mais e di ortaggi lasciano il posto ad una vegetazione formata da querce e qualche castagno, finalmente è finito il giallo delle Mesetas. Dopo 17 km. arriviamo al Crucero de Santo Toribio dove c’è anche un’area di descanso. Una ripida discesa ci porta quindi a San Justo de la Vega e dopo 4km. siamo in piazza della cattedrale e del palazzo Gaudi che visitiamo con piacere. Il piede va decisamente meglio, domani sarebbe prevista una tappa che ci porterà a 1430 mt. slm ma è previsto maltempo, vedremo cosa riusciremo a fare.

Ventunesima tappa: Leon – San Martin del Camino di km. 25.

Partiamo presto, alle 5,40 siamo già in strada. Ci pilota fuori Leon la nostra amica Carla, trentatreenne cagliaritana con il suo GPS. Assieme attraversiamo la stupenda piazza San Marco, che ho tentato di fotografare con scarsi risultati. Per il resto non c’è niente di interessante se non il lento risveglio del traffico cittadino che non corrisponde con quello dei baristi che se la dormono alla grande. Camminiamo con Carla per una decina di km. poi lei se ne va, ha un passo insostenibile. Dopo 13 km. un bar aperto, miracolo, finalmente si fa colazione. Il percorso prosegue poi attraversando paesini fantasma, dove non si vede nessuno e fra terreni incolti e di tanto in tanto qualche capannone adibito a magazzino o in vendita. Costeggiamo per l’intero percorso la statale per Astorga fortemente e fastidiosamente trafficata fino a San Martin del Camino, dove arriviamo alle 11,30. .Il piede, anzi i piedi mi rendono la vita dura, sul sx la tendinite, sul dx le vesciche. Oggi poche foto perché non c’era niente che meritasse di essere fotografato.

Ventesima tappa: Mansilla de las Mulas – Leon di km. 20,2

ai quali vanno aggiunti 4km. a girovagare per la città. Partiti da Mansilla alle 7,00, tutto chiuso, percorriamo un sentiero che costeggia la statale fino a Villamoros, c.ca 5 km. e anche lì dormono ancora tutti, sono le 8. Dopo 2 km. a Puente Villarente troviamo un bar aperto e facciamo colazione. Il percorso si snoda su alcuni saliscendi da dove si comincia a intravvedere la zona industriale e l’immediata periferia di Leon. Ora attraversiamo un’autostrada su un apposito ponte costruito per i pellegrini in arrivo. Per il resto camminiamo sui marciapiedi e quando il GPS segna i 17 km. distanza ufficiale da Mansilla a Leon, eravamo ancora lontani dal centro. Arriviamo nella bellissima piazza della cattedrale alle 11. Con lo zaino non vi fanno entrare, così andiamo alla albergue S .Francesco d’Assisi, bellissimo, ci ricomponiamo e via a visitare la città. Il mio piede è un po’ peggiorato, ho fatto scorta di antiinfiammatori, domani ci attendono 26 km.

Diciannovesima tappa: El Burgo Ranero – Mansilla de las Mulas di km. 20,6

Partiamo alle 7,45, usciamo dal paese e camminiamo sull’asfalto per c.ca 10 km. Tappa pianeggiante ed alquanto monotona, fatta eccezione per l’incontro con un simpatico volpacchiotttio che incurante della nostra presenza, giocava in un campo. Dopo 13 km. il primo ed unico paese, Reliegos, dove nell’unico locale aperto ci rifocilliamo. Proseguiamo quindi nel sentiero parallelo alla statale, parzialmente ombreggiato dai numerosi platani fino a Mansilla de las Mulas dove arriviamo alle 11,30. Il piede è stabile, non migliora e non peggiora. Domani saremo a Leon.

Diciottesima tappa: Sahagun – El Burgo Ranero di km. 20,7

Partiamo alle 7,15 dopo aver fatto una buona colazione. Una considerazione sul convento che ci ha ospitati.: degno di un hotel a 3 stelle. Camminiamo per 4 km fino ad attraversare Calzada de Vito per poi proseguire su una larghissima strada sterrata fino a Calzadilla de Los Hermanillos, dove in un negozietto ci siamo fatti fare due ottimi boccadillo. C’è da dire che i pochi paesi attraversati sembrano paesi fantasma, tutto chiuso, nessuno in giro. Gli ultimi 9 km. sono stati molto sofferti, un po’ per il caldo, un po’ per carenza di segnalazioni annuo percorso almeno 2 km in più. Dulcis in fundo arriviamo verso le 12,30 all’unico albergue del paese e scopriamo che è al completo. Accaldati e demoralizzati troviamo fortunatamente alloggio in una pensione. Il mio piede è stabile, vedremo cosa succederà domani quando finirò la cura con l’antiinfiammatorio. A tutt’oggi abbiamo percorso km. 445,29.

Diciassettesima tappa: Calzadilla de la Cueza – Sahagun di km. 24,5

Partiamo alle 7,15 dopo aver fatto una ottima colazione nell’unico bar del paese. Il monotono e brullo paesaggio di ieri cambia un po’ essendo il sentiero spesso fiancheggiato da ginestre e alberi di acacia che lo ombreggiano parzialmente. Dopo 10 .km. a Terradillos de Los Templarios ci fermiamo in un’area di descanso e consumiamo i viveri che avevamo di scorta per la tappa di ieri. Dopo altri 3 km. passiamo per Moratinos, dove nella chiesa ci appongono un timbro. Dopo 7,5 km. arriviamo Virgen del Puente, dove ci sono le colonne che indicano la metà del cammino. quindi arriviamo in città , dove nel famoso Santuario della Peregrina ci hanno rilasciato l’attestato di metà percorso. Troviamo quindi alloggio nel convento delle benedettine , una camera a due letti con bagno privato per 10€. Meglio non potevamo trovare! Il mio piede si è fatto sentire lungo tutto il percorso,ma una cosa sopportabile, questa sera sono andato in un centro medico mi hanno detto che quello che sto facendo è corretto e che dovrei stare fermo 2 giorni. Vedremo!

Sedicesima tappa: Carrion de Los Condes – Calzadilla de la Cueza di km. 17,5

Non ce l’ho fatta ! Partiti stamattina alle 6,35, l’inizio è stato un po’ doloroso, il piede infatti, nonostante : ghiaccio, Voltaren ed antiinfiammatorio si è gonfiato e il dolore si è fatto sentire. Dopo 8 km. decidiamo di concederci una pausa, c.ca 15 minuti, la ripartenza è stata traumatica, non riuscivo più a posare il piede a terra. Dopo alcuni tentativi eravamo decisi a chiedere aiuto, ma a chi? Stavamo percorrendo la via Aquitania, 15 km. di rettilineo. sterrato dove non c’è assolutamente niente e nessuno. Come ultimo tentativo ho preso un antidolorifico che dopo pochi minuti mi ha alleviato il dolore permettendomi di mantenere quasi il mio passo abituale. Abbiamo però deciso di accorciare la tappa di 10 km. così alle 10,30 entriamo in Calzadilla, dove prendiamo posto nell’unico albergue, che è gestito da un italiano. Domani speriamo di arrivare a Sahagun, a 20 km. centro abbastanza grosso, dove speriamo di ricevere cure adeguate.

Quindicesima tappa: Boadilla del Camino – Carrion de Los Condes di km. 25,7

Partiamo alle 7 dopo una buona colazione, è ancora buio, poco dopo arriviamo al canale de Castilla che costeggiamo fino a Formista . Proseguiamo per lunghi rettilinei che costeggiamo la strada statale, passiamo Revenga, quindi Villarmetero de Campos dove non c’è assolutamente nulla. Proseguiamo verso Villalcazar de Sirga dove visitiamo la bella chiesa e mangio un ottimo boccadillo con mortadella. Il mio piede è da un po’ che fa le bizze, rendendomi gli ultimi 8 km. un inferno, ormai disperavo di arrivare. Abbiamo preso alloggio in un ex? convento che dal punto di vista dei sevizi igienici lascia molto a desiderare. Anche domani ci attendono oltre 26 km. spero proprio di farcela.

Quattordicesima tappa: Hontanas – Boadilla del Camino di km.26,7

Partiamo poco prima delle 7, ovviamente senza colazione, il piede sembra darmi tregua, dopo 5 km. passiamo sotto gli archi dell’antico convento di S. Anton e subito dopo il dolore si riacutizza tanto da farmi temere di dovermi fermare. Arriviamo dopo 8 km. a Castrojeriz dove avremmo voluto fare una ricca colazione, erano le 9, ma attraversato tutto il paese abbiamo constatato con rabbia che nessun locale era aperto, fatta eccezione per un negozio di ferramenta che non faceva al caso nostro. Ci accontentiamo di 2 barrette e qualche biscotto che avevamo di scorta prima di affrontare la ripida salita che ci porta al Teso de Mostelares e quindi la ripidissima discesa che ho fatto in parte in retromarcia. Continuiamo a camminare nel nulla in compagnia solo delle fitte a volte insopportabili che sento al piede. Alle 12 finalmente arriviamo a Itero de la Vega 20 km. dalla partenza e finalmente mangiamo un toast e beviamo un caffè. Riprendiamo il cammino alle 12,30 e alle 14,30 arriviamo finalmente a Boadilla del Camino dove prendiamo posto in uno dei migliori albergues gestito dal miglior hospitalero di tutto il cammino. Ora ghiaccio sul piede e riposo, domani si vedrà.

Tredicesima tappa: Burgos – Hontanas di km. 32,5

Partenza alle 6, ci vuole oltre un ora per uscire dalla città, intanto albeggia. Da ieri un fastidioso dolorino al piede sinistro, a cui non ho dato peso, si è via via acutizzato rendendomi gli ultimi 15 km. quasi insopportabili, tanto da preoccuparmi per il proseguo del cammino. Siamo entrati nelle tanto temuta “mesetas”, il tempo è stato clemente, a tratti nuvoloso, a tratti soleggiato, la temperatura sui 20 gradi, ideali per camminare, se non fosse per le forti raffiche di vento freddo che hanno sferzato per tutto il giorno l’altopiano. Arrivati a Hontanas alle 13,30 abbiamo preso posto all’albergue municipale che definirei più una topaia che un albergue ma non c’è alternativa, il paese è deserto, tutto chiuso. Domani tappa da 28 km. spero di farcela ma sono seriamente preoccupato.

Dodicesima tappa: Ages – Burgos di km. 24

Partenza alle 6,50 senza colazione, ormai siamo abituati, attraversiamo Atapuerca e prendiamo a sinistra una strada sterrata che ci porta, costeggiando una zona militare protetta da filo spinato, alla Cruz de Madera,unica asperità di giornata. Scendiamo fino a Villalbal dove troviamo un bar aperto. Cielo nuvoloso e forti raffiche di vento freddo ci accompagnano per l’intera giornata. Costeggiamo l’aeroporto di Burgos e poi attraverso un parco che si snoda lungo il Rio Arlanzon arriviamo davanti alla maestosa cattedrale che visitiamo dopo aver pranzato. Domani tappa da 31 km e qualche difficoltà a trovare albergues aperti.

Undicesima tappa: Belorado – Ages di km. 27,9

Per evitare le alte temperature previste, decidiamo di partire presto.Sveglia alle 4,30 e alle 5,15 siamo già in strada. Per oltre 2 ore camminiamo al buio con la lampada frontale, attraversiamo due paesini di cui non ricordo il nome finché giungiamo a Villafranca Monte de Oca, sono le 8 e per fortuna troviamo un bar aperto dove facciamo colazione. Abbiamo percorso quasi la metà della tappa odierna. Da lì si comincia a salire con pendenze non impossibili che ci portano sull alto del Pedrija e quindi sull altopiano castigliano di Burgos dove troviamo un monumento che ricorda i morti della guerra civile sepolti in 2 fosse comuni. Camminiamo lungo una pista forestale fra boschi di quercia e pini, arriviamo al luogo dove in tempi normali c’è Helena che vende panini e bibite, ma quest’anno come si vede dalla foto c’è il deserto. La tanto temuta canicola è stata sostituita da nebbia e vento freddo, tanto che i 2/3 del percorso sono stati percorsi con la felpa addosso. Le previsioni del tempo hanno toppato miseramente. Sono le 10,30 quando arriviamo a San Juan de Ortega dove mangiamo avidamente un boccadillo e mentre cerchiamo di visitare la chiesa, naturalmente chiusa, esce il sole. 4 km ci separano da Ages dove arriviamo alle 12,30 e prendiamo posto in un bell’albergue nuovo di zecca. Alle 16 ci raggiungono Laura ed Enzo con i quali abbiamo cenato ieri sera.

Decima tappa: S.to Domingo de la Calzada – Belorado di km. 23,3

Partenza alle 6,30 quando era ancora buio e solo grazie a Maite, pellegrina spagnola che incontriamo tutti i giorni, non ci siamo persi. Alle 7,15 albeggia, la temperatura è fresca e si cammina bene. Colazione spartana in una bettola dopo 7 km. a Granon, il primo vero caffè lo troviamo solo dopo 10. Il cammino prosegue su un percorso monotono senza difficoltà altimetriche, Finalmentel usciamo dalla Rioja ed entriamo nella regione della Castilla Leon e percorriamo i 9 km che ci separano da Belorado sotto un sole cocente. Arriviamo alle 12. Domani tappa dura, 27 km con temperature previste intorno ai 32 gradi.

Nona tappa: Najera – S.to Domingo della Calzada di km. 21,5

Partiamo alle 6,40 e subito ci attende una ripida anche se breve salita, il percorso si snoda con continui saliscendi sempre fra i vigneti per 6 km, dove troviamo Azofra e possiamo fare finalmente colazione. Riprendiamo il cammino assieme a Carla, 34 anni di Cagliari, percorriamo la ripida salita che ci porta a Ciruena, paese con un bellissimo campo da golf e dove riposiamo per 15 minuti. Ripartiamo quindi alla volta di S.to Domingo sempre fra le viti, in una foto si vede infatti Sandro appropriarsi indebitamente di un grappolo d’uva che non era affatto male. Arriviamo all’albergue alle 12,30 giusti in tempo per evitare il caldo del pomeriggio. Quindi, visita alla cattedrale, dove all’interno sono tenuti una coppia di polli, e alla città.

Ottava tappa: Logrono – Najera di km. 30

Sveglia alle 6 e partenza alle 6,40, riusciamo a prendere un cappuccino in un bar appena aperto che non aveva però ancora nulla da mangiare. 3 km per uscire dalla città ed addentrarci in un bellissimo parco dove si vedono numerosi animali. Usciti da parco percorriamo una salita per c.ca 2 km, costeggiamo quindi un autostrada che più avanti attraversiamo per entrare a Navarrese, dove visitiamo una bellissima chiesa stranamente aperta, e dove pensavamo di fare colazione. Purtroppo non c’èra nessun bar e nessun negozio aperti, erano le 10. Non ci resta che proseguire per Ventosa, dove, dopo aver percorso la bellezza di 20 km. come un oasi nel deserto compare un ristorante, abbiamo mangiato spaghetti bolognese e ci sono sembrati anche buoni dopo 5 ore di marcia. Alle 12,20 ripartiamo, mancano ancora 10 km. che sembrano 20. L’intero percorso si snoda tra vigneti e null altro quindi di una monotonia unica. Alle 14,30 arriviamo finalmente a Najera dove ci godiamo il meritato riposo.

Settima tappa: Torre del Rio – Logrono di km. 20,6

Partenza alle 7,50 con cielo coperto e temperatura di 8 gradi dopo aver fatto una ricca colazione all’albergue dove c’era un hospitalero di Napoli. Subito numerosi saliscendi molto ripidi attraverso vigneti e uliveti fino a Viana, dove nella imponente chiesa , naturalmente chiusa, riposa Cesare Borgia e dove abbiamo consumato un pincho e una bibita. Dopo Viana il percorso si fa pianeggiante sempre fra campi e vigneti fino a Logrono, fine della tappa odierna, dove arriviamo verso le 13 e dove prendiamo posto in un albergue abbastanza “sgarruppato”. Domani tappa da 30km. Fra le foto c’è quella del quadretto di Michelangelo custodito nella cattedrale della città.

Sesta tappa: Estella – Torres del Rio di km.33

È sì, i km. dovevano essere 29 ma noi siamo riusciti a perderci e abbiamo percorso 4 km in più girovagando per Estella alle 6 del mattino. Ritrovata la via sempre salendo arriviamo alla fonte di Irache, dove, ormai lo sanno tutti, due rubinetti erogano gratuitamente uno acqua e uno vino rosso. Dopo c.ca 1 km nel bar di un grande campeggio ci siamo concessi una ricca colazione dopo un’ora di saliscendi arriviamo a Lorca dove incontriamo Giuseppe, pellegrino di Trebaseleghe con il quale abbiamo percorso il resto della tappa. Alle 13, dopo aver percorso una decina di km in mezzo al niente arriviamo a Los Arcos dove mangiamo una ottima paella. Ripartiamo sotto uno splendido sole alla volta di Torre del Rio dove giungiamo alle 16,30. Giornata splendida con temperatura ideale fatta eccezione per questa mattina che erano solo 8 gradi.

Puente la Reina – Estella di km. 21,5

Partiamo alle 7,10 dopo una misera colazione, per 3 km la strada è pianeggiante e procediamo a passo spedito fino all’inizio di una ripida salita che sembra non finire mai. Dopo 8 km. a Cirauqui ci concediamo un caffè e proseguiamo, sempre sferzati da un forte vento freddo fino a Lorca dove, fatto uno spuntino, proseguiamo velocemente verso Estella dove arriviamo alle 12,30. Ed anche oggi siamo stati graziati dalla pioggia che ci ha minacciati durante tutto il percorso. Domani ci attende una tappa tosta, 29 km. ” Io speriamo che me la cavo”